iconTorna a tutte le Mostre e Installazioni
Attese Divine

Dal 10 Settembre all'11 Ottobre 2026

Palazzo Radicati a Cella Monte ospita ATTESE DIVINE

La fine dell’estate porta con sé una nuova stagione per NUMM Fondazione per le Arti Contemporanee, che torna nelle sale di Palazzo Radicati con ATTESE DIVINE, mostra personale di Marco Laganà, nata dalla nuova collaborazione con la galleria GART Arte Contemporanea.

domenica 13 settembre · ore 11

In occasione dell’inaugurazione, Marco Laganà sarà in dialogo con Gaia De Marzo.

A seguire, alla presenza dell’autrice Simona Garbarino, verrà presentato Taccuino delle molte me (Ronzani Editore), il libro le cui poesie hanno ispirato le opere in mostra.

Un incontro per entrare nel processo creativo della mostra e attraversare il rapporto tra parola, poesia e immagine che ne costituisce l’origine.

Nel lavoro di Laganà, parola e immagine si incontrano e si trasformano. La pagina scritta diventa materia pittorica: frammenti poetici, tracce e velature cromatiche si sovrappongono dando vita a superfici dense e stratificate, nelle quali la parola abbandona la sola dimensione del testo per aprirsi a nuove narrazioni visive.

ATTESE DIVINE nasce proprio da questo dialogo tra poesia e arti visive. Le opere esposte trovano la loro origine nelle poesie di Simona Garbarino raccolte nel volume Taccuino delle molte me, trasformate dallo sguardo di Laganà in un nuovo linguaggio fatto di colore, materia e segno.

La mostra segna inoltre l’inizio di una nuova collaborazione tra la Fondazione NUMM e la galleria d’arte GART, due realtà differenti ma complementari. Da una parte la galleria, con il suo lavoro di ricerca, promozione degli artisti e attenzione al mercato dell’arte contemporanea; dall’altra la Fondazione, con l’obiettivo di ampliare la dimensione culturale e pubblica di quella stessa ricerca, portandola verso nuovi luoghi, territori e pubblici.

Dopo una prima tappa negli spazi di GART a Neive, la mostra arriva così a Cella Monte, creando idealmente un ponte tra Langhe e Monferrato: due territori riconosciuti Patrimonio dell’Umanità UNESCO e due contesti che diventano parte di un unico percorso espositivo.